Risposte chiare ai dubbi più comuni su tasse, INPS, deduzioni e scadenze 2026
Cos'è e chi può usarlo
Il regime di contabilità semplificata è il regime fiscale ordinario destinato a liberi professionisti, ditte individuali e società di persone che non superano determinate soglie di ricavi. Non va confuso con il regime forfettario: nel semplificato si pagano le normali aliquote IRPEF progressive (23–43%), si applica l'IVA sulle fatture e si possono dedurre i costi reali sostenuti nell'attività.
Il termine "semplificato" si riferisce agli adempimenti contabili, non al carico fiscale: è sufficiente tenere i registri IVA e non è richiesta la contabilità ordinaria (libro giornale, inventari).
Le differenze principali sono:
Il semplificato conviene quando i costi reali sono elevati o quando il fatturato supera i limiti del forfettario.
Possono adottare la contabilità semplificata:
Il limite di ricavi dell'anno precedente è:
Al superamento di queste soglie si passa obbligatoriamente alla contabilità ordinaria. Chi inizia l'attività può scegliere il regime semplificato fin dall'inizio, salvo opzione per l'ordinario.
IRPEF e calcolo delle tasse
L'IRPEF si calcola applicando aliquote crescenti a scaglioni di reddito, non all'intero reddito. La novità 2026 è la riduzione del secondo scaglione dal 35% al 33%:
La detrazione per lavoro autonomo (art. 13 TUIR) riduce l'IRPEF lorda calcolata sugli scaglioni. L'importo dipende dal reddito complessivo:
Questa detrazione può ridurre significativamente il carico fiscale, soprattutto per redditi bassi. Per redditi intorno a 15.000 € la detrazione può quasi azzerare l'IRPEF lorda.
La base imponibile IRPEF si calcola così:
Su questa base si applicano gli scaglioni IRPEF, poi si sottrae la detrazione per lavoro autonomo per ottenere l'IRPEF netta da versare.
Contributi INPS
Dipende dalla categoria previdenziale:
I contributi INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo e riducono la base imponibile IRPEF.
Artigiani e commercianti sono tenuti a versare un contributo minimo fisso indipendentemente dal reddito effettivo. Nel 2026 questo contributo è calcolato sul reddito minimale di 18.808 €:
Anche se nell'anno produci un reddito inferiore al minimale (o addirittura zero), devi comunque versare questi importi. Per redditi superiori al minimale, si aggiunge la quota variabile sull'eccedenza.
Deduzioni e ammortamenti
Si possono dedurre tutte le spese inerenti all'attività documentate da fattura o ricevuta:
A differenza del forfettario, non si applica nessun limite forfettario: si deduce quello che si spende effettivamente, purché documentato.
I beni strumentali di valore superiore a 516,46 € non si deducono interamente nell'anno di acquisto, ma si ammortizzano in più anni secondo coefficienti stabiliti per legge. Le principali aliquote sono:
Importante: al primo anno di acquisizione l'aliquota è dimezzata per legge (art. 102 c. 2 TUIR). I beni sotto 516,46 € si deducono integralmente nell'anno di acquisto.
IVA e addizionali
Sì. Nel regime semplificato si applica l'IVA sulle fatture emesse ai clienti e si ha diritto alla detrazione dell'IVA sugli acquisti professionali. Questo a differenza del regime forfettario, dove l'IVA non viene applicata.
L'IVA è una partita di giro: non è reddito tuo. Incassi l'IVA dai clienti, la versi allo Stato al netto dell'IVA pagata sugli acquisti. Le liquidazioni si effettuano trimestralmente (entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre) o mensilmente, a seconda del regime scelto.
Il vantaggio del semplificato rispetto al forfettario è che puoi recuperare l'IVA sulle spese professionali elevate (es. attrezzature, software, affitto con IVA).
Sono imposte aggiuntive all'IRPEF, dovute rispettivamente alla regione e al comune di residenza. Si calcolano sulla stessa base imponibile IRPEF:
Le addizionali si pagano l'anno successivo (saldo) contestualmente all'IRPEF, con possibilità di rateizzazione. Per le regioni con addizionale più alta (come Lazio, Campania) il peso può essere significativo. Consulta il Dipartimento delle Finanze per i valori precisi del tuo territorio.
Scadenze e pagamenti
Le scadenze principali sono tre:
Il saldo e il primo acconto di giugno possono essere rateizzati (da luglio a novembre) con una piccola maggiorazione mensile dello 0,33%.
Gli acconti sono anticipi sull'IRPEF dell'anno in corso. Si calcolano con due metodi:
Gli acconti sono dovuti solo se l'IRPEF dell'anno precedente supera 51,65 €. Se l'IRPEF dovuta è superiore a 257,52 €, è obbligatorio versare entrambe le rate; sotto questa soglia si versa solo il secondo acconto in un'unica soluzione a novembre.
Netto e convenienza
Dipende da fatturato, costi, categoria INPS e regione. Come riferimento indicativo per un professionista in Gestione Separata senza grandi costi:
Con costi deducibili elevati il netto aumenta sensibilmente. Il calcolatore di questa pagina permette di ottenere la stima precisa inserendo i propri dati reali.
Dipende dalla propria situazione. Il passaggio al semplificato conviene quando:
In generale, per fatturati sotto i 30.000–35.000 € e pochi costi il forfettario resta conveniente. Per fatturati più alti o con strutture di costo importanti, il semplificato può risultare più vantaggioso. Si consiglia sempre di simulare entrambi gli scenari con il proprio commercialista.
Se nell'anno i ricavi superano 400.000 € (servizi) o 700.000 € (beni), nell'anno successivo si è obbligati a passare alla contabilità ordinaria. Questo comporta:
Se nell'anno corrente i ricavi tornano sotto soglia, si può nuovamente adottare la contabilità semplificata dall'anno successivo. In ogni caso, le aliquote fiscali (IRPEF, INPS, addizionali) rimangono le stesse della contabilità semplificata.
Sì, ma è semplificata rispetto alla contabilità ordinaria. Gli obblighi principali sono:
Non sono richiesti il libro giornale, il libro degli inventari né la redazione del bilancio, che invece sono obbligatori nella contabilità ordinaria.
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